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FERRUZZA DAL DISCHETTO, VINTA LA COPPA TOSCANA

FINALE COPPA TOSCANA 2018/2019
PONTEDERA 23 Aprile 2019
ORE 16,30

 

3
d.c.r.

0

FERRUZZA
GAVENA
G. CECCONI 1 1 MASSAINI
MORELLI (74′ Mazzeo) 2 2 PASSARIELLO
CAMILLETTI 3 3 LA ROCCA
F. CECCONI (74′ Cavallini) 4 4 COPPOLA (77′ Sacco)
PAOLINI 5 5 BAMBINI
BERTELLI (42′ Messineo) 6 6 GUASTI
BERTINI 7 7 CIAMBOTTI
CAMPOBASSO (80′ Bettini) 8 8 CELLAI
NICCOLAI (55′ Angerame) 9 9 BOZZI
MAFFEI 10 10 TADDEI (74′ Florez)
CAMPIGLI 11 11 DJITE (65′ Touray)
A DISPOSIZIONE
DI VITA 12 12 CALORINI
ANGERAME 13 13 SANI
BETTINI 14 14 PERUZZI
CAVALLINI 15 15 CONGIU
MAZZEO 16 16 SACCO
MESSINEO 17 17 FLOREZ
MILAZZO 18 18 TOURAY
Mauro Parentini
ALL. ALL.  Alessandro Paxia

COPPA TOSCANA, atto finale. E in campo due squadre del comitato empolese. Ferruzza e Gavena, una moltitudine di titoli tra scudetti e trofei vari. Bacheche super affollate e blasone non solo a livello regionale ma addirittura oltre i confini dela Toscana con riconoscimenti a livello nazionale.
Per quanto riguarda la minifestazione regionale le due squadre sono perfettamente in parità. Entrambe le compagini hanno alzato al cielo ben tre volte questo prestigioso trofeo.

Il campo é sempre il sintetico pontederese, Ettore Mannucci, che ha ospitato qualche minuto prima la finale del Gran Ducato. La direzione di gara é affidata ad una terna del comitato senese. Il fischietto é quello di Gianni Meconcelli che vede l’assistenza di Erald Barbullushi e Simone Fiaschi. Il quarto é Stefano Mariancini del comitato valderese.

In campo il 4-3-3 della Ferruzza  che schiera Cecconi tra i pali, davanti al quale il Loco Parentini ha disposto Morelli, Paolini, Bertelli e Camilletti. In mezzo al campo Campobasso, Cecconi e Maffei mentre il tridente vede protagonisti Bertini, Niccolai e il Pallone d’Oro Campigli.

La risposta di Alessandro Paxia é tutta nel 4-3-3- con Massaini tra i pali. Il reparto difensivo é costituito da Passariello, Bambini, Guasti e La Rocca. La mediana vede protagonisti Coppola in posizione centrale con ai lati Ciambotti a destra e Cellai a sinistra. In avanti Bozzi, Djite e Roberto Taddei.

BERTINI IL PIU’ PERICOLOSO

Squadre contratte ad avvio gara con fase di studio che caratterizza proprio i primi 20 minuti. Solo un lampo di Bertini al minuto 9 regala una piccola emozione. Il numero 7 in casacca nera si invola sulla sinistra ma pressato da due difensori finisce per concudere in fretta spedendo la sfera abbondantemente fuori dallo specchio della porta difesa da Massaini. E in questa fase la Ferruzza é tra le due quella che mostra più verve. Il Gavena esce alla distanza con buoni fraseggi a centrocampo che conivolgono in maniera particolare Ciambotti e Cellai.
L’azione più pericolosa della prima frazione di gioco è di marca ferruzzina quando al 34° Niccolai dai 25,32 mt fa partire al volo di destro, con grande stile acrobatico, un tiro che finirebbe sotto il sette alla destra di Massaini se quest’ultimo non si esibisse in un intervento di straordinaria natura che invita algi applauisi tutti i presenti lasciando il risultato sullo zero a zero. Per pareggiare le emozioni il Gavena, nel momento in cui riesce aprendere più coraggio, arriva in area con Bozzi che con la punta del piede anticipa l’uscita di Cecconi che a quel punto ostacola la corsa del centravanti biancazzurro che rotola in terra. Per tantissimi si tratta di calcio di rigore, il direttore di gara, lontano dall’azione non prende alcuna decisione, il suo assistente, che ha visto tutto non si esprime e pertanto vale il vecchio detto di Vujadin: “Rigore é quando arbitro fischia”!

Si arriva al quarantesimo con il risultato di parità e con Bertelli della Ferruzza che esce claudicante ma che farà rientro in campo insieme agli altri 21 atleti che hanno dato inizio all’incontro. Ma la sua gara durerà solo pochissimi minuti, al secondo minuto della ripresa il numero 6 deve lasciare il campo per fare spazio a Messineo.

SI PENSA AI RIGORI?

Tra il decimo e il dodicesimo si fa vedere dalle parti di Massaini, Francesco Bertini. Nella prima circostanza il numero 7 tira verso la porta e sulla respinta dell’estremo difensore del Gavena l’azione viene interrotta dal direttore di gara per un intervento falloso di Cecconi proprio sul numero uno avversario. Nella seconda circostanza invece é bravissimo Campobasso a mettere nelle condizioni lo stesso Bertini di arrivare a pochi passi da Massaini ma l’attaccante cincischia e si fa recuperare la sfera dai difensori in casacca celeste.

Al 55′ Parentini manda in campo Angerame che prende il posto di Niccolai. E Zlatan con il suo numero 13 sulle spalle non perde tempo per mettersi in mostra. L’attaccante bianconero guadagna il fondo sul settore di destra e serve un pallone d’oro all’interno dell’area dove accorre Bertini che a porta vuota deve solo depositare la sfera all’interno del sacco. Ma deve fare i conti con il prodigioso recupero di Passariello che si frappone fra lui e la palla ed evita il peggio. Applauisi per Gabriele.

Alessandro Paxia opera la prima sostituzione al 65° quando manda in campo Touray al posto di Djite. Non cambia pressoché nulla dal punto di vista tattico. E le sostituzioni sono le uncihe notizie che possiamo raccontare. Le due squadre non fanno vedere quello che sanno e quello che il folto pubblico si aspetterebbe. I due tecnici in vista dei penalty si preparano e quindi la girandola di sostituzioni ci preannuncia le loro intenzioni. E la gara si adagia verso il triplice fischio con la testa dei protagonisti ormai proiettata alla lotteria dei rigori.

Ottanta minuti, ci permettiamo di dire, “brutti”. Brutti, tra le virgolette appunto, perché da Gavena e Ferruzza ci si aspettava molto di più dal punto di vista dello spettacolo e delle occasioni. Ma con questo rispettiamo sicuramente l’opera delle due squadre. La posta in palio era di assoluto valore ed entrambe sentivano  l’impegno con grande pathos. Due società abituate a gicoarle queste finali e forse proprio per questo più tese del solito.  Abbiamo apprezzato la grande abilità in palleggio del Gavena che specialmente nella prima frazione di gioco ha messo in evidenza le doti  balistiche di Ciambotti e Cellai sulla mediana, assistiti da quello che per noi é risultato il migliore in campo, ovvero Ciccio Coppola, il capitano ha trascinato la squadra per ottanta minuti tenendo sempre alta la partecipazione di tutti i suoi compagni.
Molto bene anche La Rocca sulla sua fascia di competenza mentre Bozzi ha giocato a fasi alterne non risultando micidiale come ci ha abituati nelle ultime gare di campionato.
La Ferruzza non ha fatto grandi cose dal punto di vista delle individualità, il Loco Parentini sapeva benissimo quali fossero le condizioni fisiche dei suoi giocatori ed è stato un maestro ad assegnare ad ognuno il ruolo in cui avrebbe potuto dare il massimo. Ha fatto di necessità virtù, é stato in grado di non far pesare  l’infortunio di Bertelli sacrificando il Pallone d’Oro Campgli  in un ruolo non suo garantendo alla squadra sempre un solido equilibrio.

E poi il comandante supremo, il PENALTY, il Re di tante vittorie e di altrettante sconfitte. Un nemico ed un amico, un giudice che lascia sempre qualcuno con l’amaro in bocca.

E’ finita presto la lotteria, il Gavena ne sbaglia tre e la Ferruzza ne centra altrettanti. E i tiri dal dischetto non si commentano, é ingeneroso soprattutto per chi non ha la fortuna di centrare il bersaglio. E’ un momento che esula dalle capacità personali, tecniche e balistiche, Il tiro dalgi undici metri, quando si tratta di lotteria, é un universo a se stante, una sfera temporale che dura una frazione di secondi e che può regalarti gioia o dolore.
Ha vinto la Ferruzza che porta a casa la sua quarta Coppa Toscana, complimenti a Cecconi ancora una volta protagonista e complimenti a chi ha contribuito a rendere questa giornata di sport un momento di condivisione e sportività.

Questa la sequenza dal dischetto

FERRUZZA                              GAVENA

Bettini         GOL                     Ciambotti PARATO
Angerame GOL                     Bozzi            FUORI
Bertini         GOL                     La Rocca    PALO

 

 

 

 

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