E’ la vittoria della Ferruzza, di una Società, di una squadra, di un Gruppo e di un ambiente che trova consolidamento negli anni. Ma non possiamo nascondere che é anche (e forse soprattutto) la vittoria di Mauro Parentini, autentica cover di questa gloriosa macchina calcistica, capace di conquistare 2 titoli provinciali nell’arco di quattro stagioni su cinque di permanenza in questo comitato.
E’ l’unica società, fino ad ora, dell’ex Cuoio, ad aver messo le mani sul trofeo più importante del Calcio Maggiore e senza ogni ombra di dubbio il suo timoniere ha avuto e avrà ancora un certo peso specifico nell’economia dei risultati che i bianconeri stanno producendo.

Ferruzza e Mauro Parentini ormai sono un binomio inscindibile. Pensi Ferruzza e pronunci Parentini. Vedi Parentini e scopri Ferruzza. Negli anni questo legame ha portato risultati ma soprattutto ha creato una sorta di team branding grazie alla personalità del tecnico fucecchiese ed alla silenziosa, signorile e caparbia filosofia della società che porta avanti progetti e ambizioni senza mai alzare voce e toni.

E’ il campo il luogo a cui i bianconeri affidano ogni verdetto. E quando si parla di campo il maestro é lui, Mauro Parentini, 15 anni da allenatore, sempre e rigorosamente con la casacca bianconera che ha vestito da calciatore prima, conquistando un campionato. E con il titolo di ieri sera ha fatto 5, perché quattro  Mauro li ha vinti da tecnico.
Il campo é proprio l’habitat naturale di Mauro Parentini, il posto dove il talento e ogni forma di  “tatticismo maniacale” si materializza in risultato. Ormai sono notissime le abitudini di Parentini nel curare con dovizia di particolari tutti gli aspetti che il campo può fornire. Gli schemi sono all’ordine del giorno in quel di Massarella, le situazioni e le combinazioni da palla inattiva sono diventati un must per il tecnico fucecchiese.

Insomma, l’allenatore dei neo campioni provinciali parte dai dettagli, dai particolari e dallo studio approfondito dei suoi avversari per costruire le tattiche che portano poi all’obiettivo strategico. Applausi Mauro, non é il tuo primo titolo, ormai stiamo imparando a conoscerti e i risultati sono dalla tua.

Ma il diretto interessato, sappiamo che non si é mai espresso in maniera egoistica, ha sempre anteposto i suoi ragazzi a tutto. E questo sempre quando si parla di successi e di vittorie mentre è sempre il primo ad assumersi le responsabilità se le cose non vanno proprio per il verso giusto.
E non si é smentito neanche ai nostri microfoni, proprio all’indomani della finalissima del Tempio empolese:

Sono loro che vanno in campo. Il mio compito rispetto al loro é marginale, lo sosterrò sempre questo principio. Posso aggiungere che in questo caso, nella stagione appena terminata e durante la gara di ieri sera il mio prinicipale compito era quello di far dimenticare la finale con l’Isola e di teneree alta la tensione fino al triplice fischio. E i ragazzi hanno dato una grande risposta.

A Mauro abbiamo chiesto se c’é stato un momento particolare della stagione durante il quale ha capito che poteva arrivare fino in fondo a giocarsela:

Mauro Parentini, tipica posa Maggiore

La gara che a mio avviso ha segnato una sorta di svolta, quella che ci ha fatto capire molte cose é stata quella di ritorno contro il Lazzeretto in campionato. Sotto di due gol a pochi minuti dalla fine siamo riusciti a pareggiarla. In quel frangente ho visto un gruppo determinato che si rifiutava assolutamente di perdere. Grande prova dei miei dal punto di vista del carattere.
Noi fino a Natale siamo stati in working progress e sinceramente non ci credevo in un recupero così repentino. Gli infortuni di Angerame, Benvenuti e Mazzeo addiruttura ci hanno caricato. La squadra a mio avviso ha capito che se i riusltati arrivavano anche con assenze pesanti e soprattutto concentrate nello stesso reparto, le cose potevano solo migliorare. Qui é spuntata l’autostima della Ferruzza.

Certo, vincere un campionato con grandi squadre come questo non era facile e per chi ci é riuscito é stato davvero un trionfo dal valore immenso:

Credo che squadre attrezzate come in questa stagione ben poche volte ci sono state. Ho visto il Gavena con il grande valore aggiunto di Alano, l’Isola campione e la stessa Casa Culturale davvero bene, durante la regular e in queste Final Five. I nostri avversari della finale ci hanno messo in difficoltà, non é stato facile ma noi abbiamo giocato bene. Ho preparato questa gara soprattutto cercando di neutralizzare quello che a mio avviso era uno dei punti più forti dei samminiatesi, ovvero quelle palle che Telloli poteva scodellare in mezzo all’area con una elevatissima pericolosità e credo che l’obiettivo lo abbiamo raggiunto.

Non solo Parentini e la sua Ferruzza hanno raggiunto l’obiettivo singolo ma quello principale, ovvero, mettere le mani per la seconda volta sul titolo. E’ stata la prima volta al Carlo Castellani di Empoli perché il primo scudetto i bianconeri lo hanno conquistato a Montelupo. E poi il sapore del derby ha reso ancora più aromatica la notte empolese.