SEMIFINALI – RITORNO 2017/2018
 S. MINIATO BASSO 3 Maggio 2018
ORE 21,30

0 (2)

Dopo i calci di rigore

1 (3)

73′ Bettini

REAL ISOLA
FERRUZZA
 TANI 1 1 CECCONI G.
 SCHERILLO 2 2 MESSINEO ⇓ 41′
 CASTELLACCI 3 3 CAMILLETTI ⇓ 61′
MARCONCINI 4 4 CORDUA ⇓ 53′
 ROSSI 5 5 PAOLINI (Cap.) ⇓ 78′
 SARDELLI 6 6 BOTTI
GUARDINI (Cap.) 7 7 TAFI
 TADDEI ⇓ 80′ 8 8 CAMPOBASSO
 CAPPELLINI 9 9 ANGERAME ⇓ 64′
 MEROLA 10 10 MAFFEI
 CAMPIGLI 11 11  CAMPIGLI ⇓ 79′
A DISPOSIZIONE
BARONTI 12 12 DI VITA
 SCALIA 13 13 BENVENUTI ⇑ 41′
GRILLI ⇑ 80′ 14 14 BETTINI ⇑ 53′
 RICCETTI 15 15  MILAZZO ⇑ 64′
 GUAZZINI 16 16  FABIANI ⇑ 79′
 ZITO 17 17 MAZZEO
 CAVATAIO 18 18 DI PUMA
19 19 MORELLI ⇑ 78′ 
20 20 SOLLAZZI ⇑ 61′
 Filippo Martini
ALL. ALL. Mauro Parentini

 

Le due squadre in attesa di fare il loro ingresso in campo

Ultimi 80 minuti e poi sapremo la prima finalista del nostro campionato MAGGIORE. Chiunque la spunterà, martedì prossimo 8 maggio alle 21.45 calpesterà per il secondo anno di fila il tappeto erboso del TEMPIO. Dopo l’1-0 dell’andata a Montelupo, Real Isola e Ferruzza si giocano il tutto e per tutto alla “Pam Arena” di S. Miniato Basso, dove la tribuna è gremita in ogni ordine di posto. Presenti molti degli allenatori che accenderanno il prossimo calcio mercato: da Alano Galligani a “Foffo” Polimeni, arrivato insieme a Salvatore Nava e Carlo Gazzarrini del Le Cerbaie; passando per Paolo Barnini, David Fontanelli (ex Scalese, Rosselli e Piaggione Villanova) e Moreno Gaini.

Le due formazioni schierate a centrocampo

Per quanto riguarda il campo, Filippo “Generale” Martini schiera i suoi titolarissimi nell’ormai consueto 4-2-3-1: Pallone d’Oro Tani in porta con Scherillo e Castellacci a copertura rispettivamente dell’out destro e sinistro, mentre Rossi e Sardelli compongono la collaudatissima coppia centrale; in mezzo al campo le zolle sono di proprietà di Marconcini e Taddei mentre Cappellini è supportato sulla trequarti da Gentile a destra, capitan Guardini al centro e Merola a sinistra.

Una fase di gioco della prima frazione

La risposta di Mauro Parentini sta in un 4-1-4-1 che vede alcune novità rispetto al match di giovedì scorso. Il primo cambio è tra i pali con Glauco Cecconi che si alterna come di consueto a Di Vita. Nella linea difensiva a quattro confermato Messineo a destra con Camilletti arretrato a sinistra al posto di Sollazzi, mentre al centro Botti torna disponibile dopo la squalifica ed affianca capitan Paolini al centro. Nella zona nevralgica del campo Cordua viene preferito a Bettini per agire davanti alla difesa mentre sulla trequarti Campigli è il titolare della corsia destra con “Lokomotiva” Tafi a sinistra e Campobasso e Maffei centrali dietro all’unica punta “Zlatan” Angerame.

Al 16’ la prima vera occasione è di marca Ferruzza (in completo nero): in seguito a una punizione da posizione decentrata a destra di Tafi, la difesa isolana respinge corto e Campobasso non riesce a coordinarsi nella maniera giusta per tenere bassa la palla e centrare lo specchio della porta. Passa un minuto e si materializza la replica dei campioni in carica con una caparbia azione di Cappellini, che favorisce l’inserimento centrale di Gentile, il quale allarga elegantemente di esterno destro sulla sinistra per Merola che, favorito dal buco di Messineo, può entrare in area ma è costretto poi ad accelerare la conclusione di punta e Cecconi copre bene il primo palo, deviando in corner.

Un’azione di attacco della Ferruzza

La gara, poi, vive un momento di stanca, fino al 31’ quando si va vedere ancora l’Isola: Messineo perde palla in uscita e Merola affonda sulla sinistra puntando Paolini, il numero 10 in maglia bianca si porta la palla sul destro e dai 22,382 metro prova a sorprendere nell’angolino più lontano Glauco Cecconi, il quale si distende però sulla sua sinistra e allunga in corner. Dal successo tiro dalla bandierina di Guardini, è Marconcini a sbucare all’altezza del dischetto anticipando tutti, ma il portiere della Ferruzza è provvidenziale a sventare ancora in angolo con un bel colpo di reni.

La replica dell’Isola

I bianconeri fucecchiesi faticano a costruire gioco. La manovra è troppo lenta e prevedibile con i difensori centrali che sono spesso costretti a lanciare lungo, favorendo l’attenta retroguardia dell’Isola. Abile come sempre, invece, a chiudere tutti gli spazi, pronta poi a distendersi velocemente in contropiede. La prima frazione si chiude comunque a reti bianche con i ragazzi di mister Martini che danno l’impressione di essere in totale controllo.

Marconini serve Gentile sulla destra in un’azione offensiva dell’Isola

Al ritorno dagli spogliatoi, invece, subito una mossa per Mauro Parentini che getta nella mischia “The Hammer” Benvenuti al posto di Messineo. Laterale basso scala così Campigli, mentre Angerame si sposta alto a destra. La ripresa del gioco ritarda di qualche minuto per un buco da riparare nella rete ora difesa da Glauco Cecconi. Proprio Benvenuti si mette subito in mostra al 5’ quando lavora un ottimo pallone sulla sinistra, rientra con una giravolta sul destro e pesca sul secondo palo Angerame, che pressato da Castellacci, non riesce però ad addomesticare a dovere.

Dopo un altro tiro di Angerame murato, però, è l’Isola a rendersi pericolosa con una veloce ripartenza condotta da Guardini, che allarga a destra per Gentile, abile a superare in velocità Camilletti e Botti accentrandosi verso la lunetta, da dove di sinistro non riesce però a centrare lo specchio. In precedenza, invece, una incursione in area di Merola viene chiusa dalla puntuale uscita bassa di Cecconi.

Tutto pronto per la ripresa

Il momento, però, appare propizio alla Ferruzza, che per un paio di minuti tiene nella propria area l’Isola: la difesa mura un paio di conclusione e dopo un corner Maffei da fuori mette di poco alto. Poco prima altro cambio nei fucecchiesi con Bettini che rileva Cordua. La più grossa palla-gol capita però a Guardini al 20’, ma dopo il tocco smarcante nello spazio di Merola il capitano dell’Isola trova sulla sua strada un attento Glauco Cecconi, che si tufa sulla sua sinistra e devia in angolo il tiro dai 19,111 metri del numero 7 isolano.

Un momento del secondo tempo

Al 64’ Parentini sposta nuovamente avanti Campigli, alto a destra, inserendo al suo posto Milazzo che subentra a “Zlatan” Angerame. Passano 3 minuti, però, e i ragazzi di Pippo Martini costruiscono un’altra occasione: splendido duetto a destra tra Guardini e Scherillo, che serve poco più indietro del dischetto il perfetto taglio da sinistra al centro di Merola, che non riesce però a coordinarsi e spara in corsa alla Pam.

La Ferruzza ci prova

Si arriva così al 33’ quando il match torna in perfetto equilibrio: su uno schema parentiniano da corner (provato dalle 1000 alle 1700 volte in allenamento), infatti, la palla arriva rasoterra all’altezza del dischetto dove Bettini, liberato dai vari blocchi, calcia di prima intenzione con il sinistro infilando l’angolino basso alla destra di Tani. #TUTTODARIFARE

Le due squadre alle rispettive panchine prima dei decisivi rigori

A 2’ minuti dalla fine il capitano della Ferruzza, Paolini è costretto ad alzare bandiera bianca per crampi e viene sostituito da Morelli, che passa a destra con Milazzo che affianca Botti al centro. Un minuto dopo, invece, in previsione dei rigori Parentini inserisce anche lo specialista Fabiani per Campigli. Proprio allo scadere, poi, arriva anche il primo cambio dell’Isola con Grilli che rileva Taddei. Nei minuti di recupero non succede più niente e i calci di rigore diventa la conseguente soluzione.

Finisce con la festa dei fucecchiesi

Il primo a presentarsi sul dischetto è Mario Merola per i campioni in carica, ma il suo rasoterra alla destra di Cecconi scheggia il palo e termina sul fondo. La Ferruzza ringrazia e si porta subito avanti con la perfetta esecuzione di Bettini, imitato subito dopo da Guardini dell’Isola e dal compagno di squadra Fabiani. Poi, arrivano 4 errori di fila con Maffei che calcia sul palo a Tani spiazzato il primo match-point dei fucecchiesi dopo gli sbagli di Cappellini (para Cecconi), Milazzo (fuori) e Grilli (traversa). Marconcini firma così il 2-2 con un preciso piatto destro e passa la pesantissima responsabilità a “Lokomotiva” Tafi. Sul piede del numero 7 della Ferruzza, infatti, c’è il pallone che vale la finale e, nonostante un brivido per il tocco del “Ragno Nero” Tani, la palla termina in fondo al sacco retato per l’incontenibile gioia dei bianconeri.

La delusione di un Isola che esce comunque a testa alta

A distanza di 12 mesi, quindi, la truppa di Mauro Parentini si guadagna nuovamente la possibilità di giocarsi il titolo (terza finale negli ultimi 4 anni) mentre il Real Isola è costretto ad abdicare con un turno di anticipo, uscendo comunque a testa altissima e dopo aver dimostrato ancora una volta di essere una grandissima squadra. In questo match di ritorno, però, paga a caro prezzo i tre o quattro ottimi contropiedi mal sfruttati nella ripresa con la partita che, oserei dire, è finita giustamente ai rigori visto l’equilibrio dei valori in campo. Per Paolini e soci, quindi, vale oro il primo gol segnato al Real Isola in 5 confronti diretti.