Uno dei suoi ragazzi lo ha scritto immediatamente, a caldo, quando ancora adrenalina e tutte le componenti emotive che seguono ad un’impresa così  importante sono ancora presenti e aleggiano nell’aere incontrandosi con euforia, pathos  e gioia all’interno di uno spogliatoio diventato magico:

 “Sei entrato in punta di piedi!…….”

Paolo Barnini si presenta in punta di piedi. E’ il suo modo di essere che gli impone di rimanere in quella posizione perché è sufficiente.  Paolo sa quanto sia importante cedere e concedere la scena ai protagonisti, ai suoi ragazzi, coloro che vanno sul fronte.  La capacità unita all’abilità, naturale,  di esporsi in prima linea davanti alle responsabilità e di regalare il palcoscenico ai suoi ragazzi di fronte a qualsiasi successo. Successo di tappa e traguardi universali, come quello della conquista di una promozione non prevista, assolutamente non programmata ma che si è materializzata giorno dopo giorno perché il fantastico gruppo che già nei pochissimi anni della propria esistenza aveva cementificato in maniera crescente, ha trovato un condottiero, una vera guida, quasi spirituale, che ha messo tutti nelle condizioni di coltivare un sogno che si è presentato sulla via e che con grande umiltà è stato preso in considerazione fino a renderlo concreto.

Paolo Barnini al lavoro sul campo

Operaio in una vigna di operai. Il primo operaio, esempio per tutti. Ecco la vera forza di Paolo, servitore di tutti e al servizio di nessuno.
A Limite è festa, il Ferrari Allarmi è in serie A. e la conquista di questo prestigioso traguardo porta la firma, anzi la benedizione anche di Paolo Barnini. Benedizione perché per noi , da questa estate, Paolo è “Il Pontefice” risultato del lungo conclave che la società biancazzurra ha esercitato prima di annunciare colui che sarebbe stato il tecnico che avrebbe guidato la compagine limitese.

Soprannome più indicato non avremmo potuto trovare, Paolo in effetti con il suo modo semplice,  molto leggero nei toni e pesante nei contenuti, trasmette sempre e comunque segnali  rasserenanti e di pace. Da vero leader. Come pochissimi, ha capito quanto poco sia importante l’aspetto tecnico di fronte a quello della relazione con il prossimo e quanto le infinite risorse che ogni individuo possiede possono trasformarsi in potenti strumenti di conquista.

E come ha continuato  sempre uno dei suoi ragazzi:

“…e col passare del tempo hai conquistato tutti con il tuo modo di essere…”